laboratori di educazione all’affettività

affettivita

 

Il termine alessitimia (dal greco α = assenza, lexis = linguaggio, thymos = emozioni, ossia “assenza di parole per le emozioni”), coniato da Nemiah e Sifneos (1970), indica un disturbo affettivo-cognitivo caratterizzato da una particolare difficoltà a identificare e comunicare le proprie emozioni.

Il soggetto alessitimico appare deficitario nella dimensione cognitiva ed esperienziale dell’emozione (Taylor, 1994) a causa di una mancanza di collegamento tra questa dimensione e quella fisiologica e motoria-comportamentale (Taylor, Bagby e Parker, 1997). Sebbene il costrutto di alessitimia nasca nell’ambito dello studio del funzionamento mentale dei soggetti affetti da malattie somatiche e il soggetto alessitimico sia risultato nei fatti più a rischio rispetto all’insorgenza di numerose patologie somatiche, caratteristiche alessitimiche sono state messe in evidenza in molte problematiche non direttamente somatiche, soprattutto in quelle in cui si può teorizzare che un’emozione non regolata, non elaborata, si esprima in agito piuttosto che nel corpo: disturbi del comportamento alimentare, disturbi ansiosi e depressivi, attacchi di panico e tossicodipendenze.

Negli ultimi anni la ricerca nell’ambito del modello della regolazione affettiva e dell’alessitimia ha evidenziato la presenza di tale dimensione anche tra gli adolescenti. Nell’adolescenza infatti, forse più che nelle altre fasi del ciclo di vita, il mondo emozionale gioca un ruolo fondamentale.

Questi laboratori intendono dare risposta da un lato ai bisogni degli adolescenti di entrare nel merito delle problematiche affettive e relazionali che vivono quotidianamente con gli amici, in famiglia, a scuola, nelle prime relazioni sentimentali, nell’approccio alla sessualità.

S’intende proporre ai ragazzi/e un luogo di formazione, confronto e scambio, guidato da adulti esperti (psicologo, educatore) che attraverso attività, esercizi di movimento, verbalizzazioni, riesca a dare parola ai loro vissuti. Proporre un intervento di sensibilizzazione che non è calato dall’alto ma che viene co-costruito insieme con i ragazzi, significa considerare quest’ultimi come risorse, con cui confrontarsi.

I nostri obiettivi:

–  attivare un processo di conoscenza, in cui i destinatari siano i costruttori dello stesso, valorizzando le esperienze personali e la costruzione di un processo dialogico tra gli stessi;

–  incrementare l’empowerment individuale e di gruppo;

–  favorire la coesione all’interno del gruppo destinatario dell’intervento;

–  sostenere gli adolescenti nel processo di riconoscimento dei propri vissuti emotivi e dei propri conflitti;

–  incrementare l’autostima;

–  stimolare e rafforzare nei ragazzi le loro life skills, intese come quei comportamenti positivi che consentono di affrontare le sfide quotidiane (decision making, problem solving, creatività, senso critico, skills per relazioni interpersonali, autocoscienza, empatia, gestione delle emozioni, autostima, gestione dello stress ecc).

Annunci